CASA - MUSEO FANTONI E CENTRO MUSEALE
Casa - Museo Fantoni
"Fondazione Fantoni"
Via Fantoni n. 1
24020 ROVETTA (BG) - TEL. 0346 73523
Residenza dei Fantoni, celebre e rinomata famiglia di scultori ed intagliatori,
e' oggi un importante museo che raccoglie un considerevole patrimonio di opere
e di modelli e un ricco archivio di documenti riguardanti l'attività
e la gestione della bottega, l'arte e la storia locale.
Il museo e' aperto
Tutti i Giorni, tranne il Lunedi, dalle 15.30 alle 17.30 nei mesi di Luglio
, Agosto e Settembre.
Nei mesi di Giugno, Ottobre e Novembre è aperto su appuntamento per gruppi.
INGRESSO: Euro 3,00 - Ridotti 1,50
LA FONDAZIONE FANTONI
La Fondazione Fantoni è stata istituita nel 1968 dal dott. Giuseppe Fantoni
come Ente giuridico di diritto privato. Ha come principali finalità la
conservazione, lo studio e la promozione del patrimonio d'arte e di storia derivato
dall'attività della bottega Fantoni di Rovetta. Oltre a questo impegno
specifico, di carattere culturale ed educativo, si propone come centro di ricerca
storica, artistica ed etnografica sul territorio, facendosi promotrice di iniziative
volte alla conoscenza e alla rivalutazione della cultura locale. In queste attività
si finanzia con i redditi derivati dai beni elargiti dal fondatore e grazie
a lasciti, donazioni e contributi da parte di enti pubblici e di privati.
IL MUSEO FANTONI
Il patrimonio artistico della Fondazione Fantoni annovera migliaia di disegni
e alcune centinaia tra opere in legno e in marmo e modelli in terracotta, legno
e gesso. Tra i disegni e i modelli si contano esemplari elaborati dalle diverse
generazioni dei mae- stri Fantoni tra il secolo XVI e il XVIII e pezzi confluiti
nei repertori della bottega da altri ambiti artistici dell'Italia settentrionale.
A queste collezioni si affianca un fondo, di prevalente interesse storico, costituito
da un ricchissimo archivio di memorie, contratti di lavoro, epistolari e notizie
sulle opere e sui processi di produzione. Le raccolte sono completate dai libri
mastri riguardanti l'attività e la gestione economica della bottega,
da una galleria di ritratti dei membri della famiglia, da una serie variamente
datata di strumenti per la lavorazione del legno e da una collezione di pergamene
risalenti ai secoli tra il XIV e il XVIII. Una selezione di questi esemplari
è esposta negli antichi ambienti di vita e di lavoro della famiglia Fantoni
e consente una vitale ricostruzione della cultura e dei metodi di produzione
di una tipica bottega artistico-artigiana locale.
Altre opere degli scultori Fantoni di Rovetta, o ad essi attribuite, sono conservate
nei musei di Bergamo (l' Accademia Carrara ne possiede una cospicua e pregevole
raccolta), di Roma, di Milano, Clusone e Lovere.
CENNI STORICI SUI FANTONI INTAGLIATORI, SCULTORI E ARCHITETTI
Le prime notizie scritte che attestano la presenza a Rovetta della famiglia
Fantoni risalgono al secolo XIV. A quella data si fa menzione di alcuni membri
del casato dei Fantonum de Rascarolo de Roeta. Rascarolo è l'appellativo
dialettale, ancora in uso, dell'attuale via Andrea Fantoni. Il cognome viene
riportato nei documenti scritti dei secoli successivi nelle sue diverse declinazioni
latine: Fantonus e De Fantonibus nel secolo XV, De Fantonis nel XVII e dal secolo
XVIII si fissa nella forma pre- sente. A partire dall'epoca medioevale al cognome
si accompagna spesso un soprannome personale o del singolo nucleo familiare
o di più nuclei appartenenti alla stessa casata. Se ne contano una ventina,
tutti datati, e fra questi il soprannome Berdegnana è l'unico rimasto
in uso fino al secolo XVIII. L 'albero genealogico, per quanto è noto,
parte con un Pagano, nato probabilmente intorno al 1270 e prosegue con cinque
generazioni che hanno come capostipiti Alberto, Andrea, Zanni, Betino e Giovanni.
Non si hanno notizie delle loro attività. Con Bertulino, nato intorno
al 1385 e operante come intaiador e faber lignaminis, si incontrano le prime
testimonianze del lavoro artigianale e artistico della famiglia, che si protrae
con continuità e fortuna sino ai primi anni dello '800. A Bertulino la
tradizione attribuisce le formelle lignee del fonte battesimale nella parrocchiale
di Rovetta. Dal ceppo dei Fantoni di Rovetta si stacca un ramo, poco noto, stabilitosi
in Valcamonica e, nel 1416, il ramo di Salò del Garda, dove il dottor
Gerolamo istituisce il 4 febbraio 1566 la "Commissaria Fantoni", un'istituzione
destinata ad elargire borse di studio a giovani meritevoli della riviera gardesana.Intorno
al 1450 si stacca infine un ramo che prende dimora a Bedizzole, nella provincia
di Brescia. A Rosciano, alle porte di Bergamo, operano,tra la fine del '400
e il '600, dei maestri Fantoni intagliatori e lapicidi, noti per l'attività
svolta nel capoluogo. A Venezia si ha invece notizia dell'opera di Venturino
Fantoni,che nel secolo XVI teneva bottega di scultura con i figli Giovanni,
Bernardo e Jacopo detto Colonna e che operava nei principali cantieri religiosi
della città.
Tornando al ceppo dei Fantoni di Rovetta, seguono a Bertulino sette generazioni
di magistri a lignamine, che hanno come capostipiti Tonolì, Zenino, Giovanni,
Grazioso, Donato, Andriano e Donato. Andriano (1563-1633) e il figlio Donato
(1594-1664) raggiungono un'operosità e una ricchezza di repertorio tali
da far ritenere ormai pienamente avviata una produzione di bottega. Ma è
l'unico figlio di Donato, Grazioso il Vecchio (1630 -1693), l'artefice nel tardo
'600 della decisiva affermazione artistica e produttiva della bottega, in cui
lavorano stabilmente all'inizio del '700 almeno sette dei suoi dieci figli.
L 'impresa familiare si distingue nelle realizzazioni di intaglio ligneo della
prima sacrestia di Alzano, degli altari di Zone, della cantoria di Castione
e del pulpito di Foresto Sparso e intanto acquista grande perizia nella lavorazione
del marmo, ottenendo la definitiva consacrazione per fama e maestria artistica.
Tra i fratelli emerge ben presto la personalità e il talento artistico
del primogenito Andrea (1659-1734), che assume il ruolo di capobottega alla
morte del padre e guida il gruppo familiare nelle realizzazioni fondamentali
per le sedi religiose di Bergamo, Alzano, Rovetta, Clusone, Foresto Sparso,
Cerveno e Gandino. A questa produzione sacra, estesa alle principali località
valligiane bergamasche e bresciane, si affiancano gli interventi di progettazione
architettonica nei cantieri religiosi locali e l'esecuzione di arredi civili
e di opere di devozione privata per facoltose famiglie lombarde. Nella gestione
della bottega di Rovetta succede ad Andrea il fratello Giovan Bettino (1672-1750),
affiancato dai fratelli e dal nipote Grazioso (1713-1798). In questa fase vengono
eseguite importanti commissioni a Sovere, Ranzanico, Ome, Onore, Vezza d'Oglio,
Sorisole e Songavazzo. Nel 1750, morto Giovan Bettino, s'instaura una gestione
comunitaria tra suo figlio Francesco Donato (1726-1787) e il nipote Grazioso
il Giovane (1713-1798), attivi nelle impegnative realizzazioni di Ardesio, di
Oneta e di Cerveno. L 'ultima fase di lavoro della bottega si compie con Donato
Andrea (1764-1817), figlio di Grazioso,che dopo un soggiorno di studio a Roma
(1766-1770) tenta, senza riuscirvi, il rilancio della bottega nei cantieri bresciani,
veneziani e milanesi, aperti al clima del neoclassicismo nascente. Le sue realizzazioni
principali si attuano a Capriolo, Gandino, Ardesio e Rovetta. Alla morte di
Donato Andrea è Luigi (1789-1874), suo figlio primogenito, ad ereditare
il patrimonio d'arte di famiglia. Personalità intraprendente ed eclettica,
Luigi alterna alla professione di avvocato l'attività di editore, di
saggista, di poeta e di prosatore.
Appassionato bibliofilo, costituisce una biblioteca ricchissima, in cui si
ricorda la presenza della Summa contra Gentiles, autografo di S. Tommaso d'
Aquino e dei manoscritti di Luigi Mascheroni. Nel 1820 apre una tipografia nella
casa di Rovetta e da alle stampe una Divina Commedia secondo il Codice Vaticano
3199,ritrovato e trascritto a Parigi. Della stessa opera esce quasi contemporaneamente
un'edizione tirata con inchiostri e su carta colorati. A queste seguono numerose
altre pubblicazioni, tra le quali ricordiamo le Memorie sopra gli spettacoli,
i giochi e i divertimenti del 1859, dove Luigi sostiene l'opportunità
di "rifare le gare atletiche come al tempo dei Greci.", anticipando
di oltre un trentennio il progetto delle moderne Olimpiadi promosso da De Coubertin.
A Luigi va ascritto infine lo studio sistematico e la collezione delle opere
della bottega Fantoni, il primo allestimento del museo di famiglia e un progetto,
non attuato, di istituzionalizzazione della "Raccolta di Scultura e di
Intaglio" da lui organizzata. Al suo lungimirante impegno dobbiamo l'atteggiamento
delle generazioni successive,che ha condotto alla conservazione e ora all'istituzione
e all'apertura al pubblico di un corpus di testimonianze storiche e artistiche
davvero rare per qualità e completezza.
NUOVO
CENTRO MUSEALE
Il Centro Museale è stato inaugurato Domenica 14 Marzo 2004
vedi
locandina - vedi
programma mostra
Via S. Narno della Valle
24020 ROVETTA
info: 0346 72004
Sede per iniziative culturali - Offerta storico-culturale - Patrimonio
artistico