Applausi a slovacchi e boliviani, con la Lampiusa Il gruppo Lampiusa di Parre - Comune di Rovetta

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Applausi a slovacchi e boliviani, con la Lampiusa Il gruppo Lampiusa di Parre

 

Applausi a slovacchi e boliviani, con la Lampiusa Il gruppo Lampiusa di Parre

Applausi a slovacchi e boliviani, con la Lampiusa Il gruppo Lampiusa di Parre non poteva festeggiare meglio il suo 40° compleanno, con i gruppi ospiti del "5° Festival del folclore internazionale", le vetrine del paese allestite con attrezzi da lavoro e abiti tipici e la "Mostra del costume parrese" aperta alla scuola materna, a raccontare l'attenzione per la tradizione anche attraverso immagini e fotografie. Le serate dedicate al Festival del folclore hanno raccolto numerosi partecipanti: i gruppi invitati hanno offerto musica, danze e coreografie originali come quelle messe in scena con grazia e leggerezza dai giovanissimi studenti del liceo classico di Trencin (Slovacchia), capaci di ricreare un treno in marcia, con tanto di movimenti sincronizzati e di rumore degli stantuffi, riprodotti dagli atletici ballerini e ravvivato dalla presenza a bordo di graziosissime danzatrici slovacche. Durante la Messa di domenica mattina spiccavano nelle prime file i coloratissimi copricapo boliviani del gruppo "Yanapakuna", i costumi valtellinesi del sodalizio "La tradizion" di Grosio, legati da un'amicizia storica con i Lampiusa, e quelli dei trevigiani componenti della "Pastoria del borgo Furo". Non hanno voluto mancare alcuni gruppi dei paesi vicini, come le "Taissine" di Gorno, che con i loro abiti scuri da lavoro ricordano l'attività mineraria della Valle del Riso e "La compagnia di cansù" di Rovetta. A chiudere la sfilata, le generazioni future rappresentate dal brio e dalla musicalità degli svolacchi del gruppo "Trencan", capaci di suonare in itinere anche un monumentale contrabbasso. In occasione del 40° anniversario i Lampiusa hanno distribuito un fascicolo con notizie sui gruppi presenti alla manifestazione e con tante fotografie che mostrano i costumi tradizionali in tutte le loro variazioni, dall'abito feriale a quello indossato nei giorni di festa, all'abito degli sposi. Nell'opuscolo trovano posto anche cenni storici su Parre e sui gruppi del paese, consigli per i turisti, note esplicative e curiose espressioni nella lingua Gaì, un gergo di mestiere, utilizzato dai pastori e composto da vocaboli di dialetti regionali (bergamaschi, ma anche trentini, piemontesi ed emiliani), da voci di lingue antiche come il gaelico, il latino, il germanico, per dirne alcune e da voci di lingue straniere come il francese, il tedesco e lo spagnolo, apprese nei luoghi della transumanza. L'opuscolo è disponibile alla Mostra del costume parrese che è aperta fino al 19 agosto tutti i giorni dalle 16 alle 19, i feriali, e dalle 14 alle 18 i festivi. Sempre garantita anche l'apertura serale dalle 20 alle 21,30, sia feriali che festivi.

L'ECO DI BERGAMO

Sonia Piccinali

 


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