Il Miracolo - Comune di Rovetta

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Descrizione del territorio della zona della Madonnina all'epoca del Miracolo.

La Madonnina è situata nella località nota come: Prada e Sommaprada (dove è situata la chiesa). Le due zone sono divise dalla strada Provinciale, anticamente chiamata Via Dei Linquidini. Quasi al fianco dalla parte di Rovetta scorreva un torrente: la Tessera, ora nota come Valle che è attualmente incanalato. Alle sue spalle c'è il Lò con la sua pineta, la Valle del Carletto (così chiamata per via di un brigante) e il Bielù che nel 1623 franò e distrusse il primitivo Santuario.

Il Miracolo

Il Miracolo avvenne la sera del 2 Luglio 1533, accanto ala cappelletta, c'era un posto di controllo ed il guardiano alla sera accendeva un gran fuoco con lo scopo di illuminare e segnalare la strada. Non occorre dimenticare che la attuale strada provinciale anticamente era infestata dai briganti, inoltre era percorsa dai progenitori degli attuali camionisti: i carrettieri che la percorrevano con i carri carichi di minerali provenienti dalla Valle di Scalve. Questi, visto che non c'era il fuoco quella sera credettero di essere ancora lontani, ma improvvisamente si videro assaliti, impauriti invocarono la Madonna. Dalla cappella improvvisamente si sprigionò una luce viva, i ladri per paura di essere scoperti fuggirono. I carrettieri allora si avvicinarono alla cappella per vedere cosa c'era e videro che l'immagine della Madonna brillava prodigiosamente. Pare che la Madonna abbia detto loro di volere essere venerata in quel luogo, dove avrebbe dispensato delle grazie a coloro che la invocarono. L'illuminazione della cappella è durata per tutta la notte, intanto che i carrettieri erano ancora in preghiera cominciò a giungere gente da diverse parti. Le cronache narrano che la cappella rimase illuminata per parecchi giorni e la gente vi accorreva per vedere ciò che vi accadeva.

da visitare

La Madonnina nei ricordi della sacrestia

Di ricordi ne ho tanti sulla Madonnina, posso dire fin da quando ero bambina, allora mi divertivo ad andare a suonare le campane oppure a visitare i piedi quando veniva aperta, ma mai piu' avrei pensato di diventarne la sacrestana. Ma nulla lasciava presagire il seguito: tutto cominciò alla vigilia della Madonnina del Rosario dell'82, sembrava che fosse un piacere da fare al parroco ed io che non sapevo niente, nel modo piu' assoluto, di calice, fazzoletto, piattino, candele, letture e di tutte le mansioni di un sacrestano l'ho dovuto imparare immediatamente. Anche la domenica successiva si è verificata la stessa cosa finche la terza volta, Giovanni il sacrestano mi ha detto chiaro e netto che la chiesa l'avevo in mano io... Chi mai l'avrebbe detto?. Da allora è passato parecchio tempo; la sottoscritta ha preparato la chiesa non solo per le S.Messe ma per matrimoni e talvolta battesimi, oltre che per la sua festa... I ricordi si sono accumulati e si continuano ad accumulare... Sono diventata la testimone di tante e tante cose e ho preso quella confidenza che solamente i sacrestani hanno con le chiese... Con il risultato che mi trovo qua ad essere una degli organizzatori di questa mostra e uno dei più accaniti sostenitori dell'incomparabile bellezza di questo affresco. Il giorno della festa era preceduto da una novena di preparazione che durava 9 sere, si partiva alla sera dalla parrocchia e si andava in processione verso il Santuario recitando il S.Rosario. Quando si arrivava si recitavano altre preghiere e le litanie della Madonna, con l'accompagnamento di canti mariani tradizionali. Negli anni vicino al 1930 accadde un fatto strano ad una signora di Rovetta che era andata a portare le mucche in montagna. Stava ritornando a casa quando sentì in lontananza dei canti angelici che provenivano dalla zona del Santuario. Avvicinatasi alla chiesa ebbe molta paura anche per via della luce che vi usciva, conseguentemente si allontanò in tutta fretta. Di questo fatto in paese se ne parlò per un po' di tempo. Alla vigilia della festa dell'apparizione i contadini accendevano dei fuochi sulle coste di Blum e Parè. Di sera l'effetto era molto bello e suggestivo. Il giorno della festa era per i Rovettesi festa grande a tutti gli effetti, anche se cadeva in un giorno feriale, nessuno lavorava.

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