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ultima modifica: Super amministratore  31/10/2013

Da Visitare...

Il sentimento religioso dei Rovettesi

Una caratteristica importante, che riguarda i rovettesi e il popolo bergamasco in generale è il forte attaccamento alla religione cattolica, che ha fatto in modo che nel territorio bergamasco si costruissero oltre alle chiese parrocchiali, numerosi conventi e santuari dedicati alla Madonna, a vari santi, a Gesù ecc. Le cappelle erano poste talvolta sui confini dei Comuni, Oratori e qualche Monastero oltre ad altri vari tipi di edifici religiosi. Tutto ciò ha portato come conseguenza l'accentramento di buona parte del patrimonio artistico del territorio bergamasco (in particolare a Rovetta) nelle chiese, infatti accanto ad opere di pregevole valore storico-artistico di alcuni dei più grandi artisti italiani ci sono opere di artisti minori ed artigiani. Nella Valle Seriana ci sono ad esempio nelle varie chiese opere di GB:Moroni, Antonio e Francesco Guardi, G.B.Tiepolo e del Tintoretto, accanto ad opere di artisti quali il Ceresa, il Cifrondi, il Cignaroli, il Querena e tantissimi altri. Questi oggetti sono giunti in misura molto piccola in quanto nel corso dei secoli le chiese sono state oggetto di furti (più o meno legalizzati), incendi ecc., avvenuti nel corso dei secoli fino ad oggi. Nella Valle Seriana inoltre ci sono circa una ventina di Santuari Mariani di cui alcuni molto conosciuti e meta di pellegrinaggi, in queste chiese esiste un patrimonio di inestimabile valore di carattere religioso, sociale e storico: gli ex-voto oltre al normale coredo ed arredo per il culto. Acanto ai Santuari e alle chiese parrocchiali ci sono delle cappelle poste sui confini dei comuni e che la popolazione locale edificava sia per fornire un luogo di sosta in cui il passante potesse raccogliersi in un momento di preghiera e, fattore importante, perchè il Signore, la Madonna ed i Santi proteggessero la popolazione del comune dalle varie calamità. Le chiese di Rovetta sono un esempio concreto di tutto ciò, trascurando la frazione di S.Lorenzo sono sei così suddivise:

  • La chiesa Parrocchiale, costruita nel 1400; 
  • La chiesa dei Disciplini che risale al 1100 circa e che in seguito venne chiamata Oratorio dell'Addolorata addossato ad essa vi era l'oratorio si S.Rocco costituito durante la peste del 1630;
  • Il santuario della Madonna dei Viandanti, nella località detta Sommaprada, costruito nel 1500 in seguito ad un fatto prodigioso e ricostruito nel 1600;
  • La cappella del Crest, costruita nel 1600 sul confine di Clusone nella località Conca Verde;
  • La cappella della S.S.Trinità costruita nei primi anni del '900 per salvare il paese dall'erosione del monte Biellone, in una zona posta poco al di fuori dell'abitato; 
  • La cappella degli Alpini costruita nel 1971 sulla cima del monte Blum.

Da tutto ciò si può notare come chiaramente ogni chiesa fosse stata costruita per un motivo ben preciso ed osservando e studiando le vicende di queste chiese si è constatato come la popolazione nel corso dei secoli facesse offerte, lasciti in denaro o pezze di terreno, case, desse il materiale o prestasse la propria manodopera per abbellire ed impreziosire ulteriormente la propria chiesa.

 

La Chiesa dei Disciplini 

La chiesa dei Disciplini la chiesa più antica di Rovetta, e risale al 1100-1200. Si chiama così perchè gli appartenenti alla confraternita dei Disciplini vi andavano a recitare le loro preghiere. Anticamente nel pavimento erano inserite le tombe degli antichi personaggi illustri come dimostra una serie di iscrizioni raccolte dalle lapidi, quando hanno rifatto il pavimento. In una stanzetta a lato della chiesa c'è la tomba di un antico e illustre personaggio. Originariamente la chiesa aveva un portico che in seguito ad un decreto del 1659 del beato Barbarigo, venne chiuso e conseguentemente si fecero le finestre, la porta e la scala di accesso al matroneo, questi infatti era collegato prima ad una specie di ponte con l'attuale Albergo Costo D'Oro che era un convento. Contro il muro della scaletta era stato costruito un grande oratorio, che conteneva le statue del Grande Sepolcro, era stato costruito intorno al 1630, ed anticamente conteneva la statua di S.Rocco, protettore degli appestati ed è stato abbattuto circa trent'anni fa'. Ospitava le statue ora collocate nell'attuale chiesa.

 

Il Tiepolo 

Gian Battista detto il Tiepolo è stato uno dei più grandi artisti italiani di tutti i tempi. Nato a Venezia e morto a Madrid è vissuto nel 1700; nella sua vita ha eseguito moltissime opere, non solamente in Italia, ma anche in altri paesi europei come la Spagna e la Germania. In Italia lavorò soprattutto al Nord e più precisamente a Udine, Bergamo, Milano e Vicenza. Dipinse non soltanto quadri di soggetto sacro e profano, ma eseguì gli affreschi che decorano la Cappella Colleoni in Città Alta nel 1731; la pala di Rovetta invece la eseguì nel 1734. A Rovetta in quel tempo la famiglia dei Fantoni conosceva, grazie ad Andrea, il periodo del massimo splendore per quanto riguardava la produzione artistica. Ed è proprio Andrea Fantoni ad interessarsi presso altri artisti che conosceva, per trovare un bravo pittore per poi commissionargli un quadro da collocare dietro il suo Altare Maggiore.

Questa Pala è stata eseguita nel 1734 quando aveva 38 anni, è nota come Gloria dei Santi e venne sistemata nell'attuale sede nel 1736. L'ancona e la incornicia è del 1736 opera di Gian Bettino Fantoni. Il Tiepolo ha dipinto in questo quadro i seguenti Santi: S.Pietro con le chiavi, in primo piano, S.Narno, primo vescovo di Bergamo, inginocchiato, S.Paolo situato dietro S.Pietro con la spada in mano e il volto messo di profilo, dietro ancora S.Stefano e S.Giovanni Battista oltre a numerosi altri santi. Tra la zona dove ci sono i santi e le nuvole su cui è seduta la Madonna attorniata da Santi e Angeli c'è una fascia di cielo azzurro e due colonne grigie che uniscono queste due zone. Altro elemento scenico è la scalinata che introduce nel quadro dove i coloricaldi prevalgono su quelli freddi. La cornice del quadro che è molto semplice ha i colori dei marmi che sono simili, inoltre le colonne sono disposte in modo tale da far spostare automaticamente l'occhio sul quadro, per cui si vede chiaramente che è stata eseguita proprio con questo scopo, perchè le cornici barocche sono sempre state al contrario molto ricche di statue e altre decorazioni che attirano l'occhio per cui il quadro passa n secondo piano.

 

Il Crest 

La cappella del Crest è stata costruita sul confine tra Rovetta e Clusone, perchè il Signore vigilasse e proteggesse i Rovettesi. Può sembrare inconcepibile come possa essere venuta l'idea ai nostri compaesani di costruire una cappella in un luogo così lontano dall'abitato e fuori mano, ma si spiega tenendo presente che anticamente era consuetudine costruire delle piccole cappelle dedicate ai vari santi lungo le strade e lontane dagli abitati. L'attuale strada provinciale era chiamata via Dei Linquidini e il punto di confine con Clusone era segnato da una croce incisa sulla pietra. In quel luogo a visibile protezione del territorio venne costruita una piccola cappella. Anch'essa in origine molto piccola e all' interno un grosso Crocifisso, in suffragio dei morti della peste da cui deriva il nome. In seguito è stata ingrandita e sono state aggiunte le statue della Madonnna e di S.Giovanni Evangelista, che appartengono all'ultimo periodo delle attività artistiche dei Fantoni.

 

Chiesa Parrocchiale  

La chiesa parrocchiale è dedicata a tutti i santi, e nel corso dei secoli ha subito delle modifiche che hanno cambiato completamente l'aspetto originario. Subisce parecchi rifacimenti, uno nel 1652, nel 1852 e l'ultimo nel 1913 e 14, anni in cui viene ampliata dall'architetto Elia Fornoni. Durante questo intervento viene realizzato il tranzetto e la cupola coperta dall'esterno da un tiburio ottagonale. All'interno ci sono parecchie opere d'arte. L'altare maggiore, opera tra le più belle di Andrea Fantoni, costruito nel 1722, ha il paliotto che raffigura il sacrificio di Melchisedec, medaglioni che raffigurano: a sinistra l'istituzione dell'Eucarestia, a destra Gesù che lava i piedi a S.Pietro.
Il portello del tabernacolo è opera di Attilio Nani e raffigura la cena di Emmaus. Sopra il tabernacolo c'è la statua sella fede che regge il libro delle scritture. I due angeli grandi sopra l'altare sono stati donati da Andrea Fantoni in cambio di un banco in chiesa per la sua famiglia. Le statue ai lati dell'altare raffigurano a sinistra S.Narno e a destra il beato Giovanni Marinoni, entrambi originari di Rovetta. Il coro dietro l'altare maggiore è opera sempre della famiglia Fantoni ed è del 1630 circa , ci sono alcune figure maschili chiamate Telamoni, sono figure molto piccole scolpite in legno di Bosso, nello stallo centrale c'è un medaglione raffigurante "il sacrificio di Isacco". Il quadro dell'altare Maggiore è opera di G.B.tiepolo, è stato dipinto nel 1734 e portato a Rovetta nel 1736 e rappresenta la Madonna in Gloria con vari santi tra cui S.Pietro,S.Paolo, S.Narno, S.Giovanni Battista e altri santi. Il bozzetto si trova al museo Poldi Pezzoli di Milano. Questo quadro è stato fatto su incarico di Andrea Fantoni, il quale ha conosciuto il Tiepolo tramite il suo amico Bartolomeo Llitterini. L'ancona (cornice) è stata fatta dal fratello di Andrea, Gian Bettino. L'organo è opera della ditta Serassi ed è stato costruito bnel 1864, la cantoria ha un bassorilievo che è opera di Grazioso il Vecchio, raffigurante il trasporto dell'Arca Santa. Di Andrea Fantoni è l'altare della Madonna della Mercede, eseguito nel 1725 circa, ha un bassorilievo raffigurante l'Annunciazione e un altorilievo raffigurante la Natività di Maria. Il quadro è di Bartolomeo Litterini.

Ai suoi piedi c'è la tomba di Andrea Fantoni, con la scritta "qui giacciono le mie ossa ma non le mie opere"; in quanto esse sono sparse in vari luoghi.

L'altare dei morti è stato fatto intorno al 1790, ed il quadro è di Bartolomeo Litterini, raffigurante Gesù che libera le anime purganti. L'altare della Madonna del Rosario ha un quadro di un artista veneto del 1600. Questi ed altri sono stati fatti nel 1790 circa. Sempre dei Fantoni in questa chiesa c'è il fonte battesimale, che è stato fatto nel 1460 circa da Bertulino Fantoni, primo dei Fantoni di cui si hanno notizie certe come scultore. Gli affreschi della cupola e del soffitto sono di alcuni artisti bergamaschi come i fratelli Zappettini, Saturno Tosti e Lattanzio Querena. Nella saletta museo sono conservati un Crocefisso processionale in legno di Ulivo e una statua di S.Rocco di Andrea Fantoni (sua opera giovanile) e numerosi ritratti di Parroci.il campanile è stato eseguito su progetto di Andrea Fantoni con la cupola in rame a forma di cipolla. Nel 1797 i Francesi confiscarono circa la metà degli arredi sacri in quanto alcuni sono stati parzialmente salvati da Donato Fantoni.
Nel 1409 Rovetta diventa una parrocchia autonoma, per un decreto del vescovo mons. Francesco Aregazzi, datato 2 Aprile 1409. La chiesa viene consacrata invece nel 1444, dal vescovo mons. Ploidoro Foscari. Quella di S.Lorenzo rimane invece unita a Songavazzo da cui si stacca solo nel 1863. Vengono distaccati come comune nel 1647 da Lcusone con un atto datato 13 Ottobre, da un documento risulta che in quel periodo erano abitati complessivamente da 652 anime, le strade per recarvisi erano tre: una era la strada che passava per Sovere, ed è l'attuale strada della val Cavallina; una invece era quella che passava per il Pizzo Formico ed andava in Val Gandino, questa strada era importante in quanto in autunno i pastori che erano numerosi in questa zona la percorrevano per vendere la lana ai fiorenti lanifici di Gandino e Leffe. La terza via invece passava per Gorno ed arrivava a Vertova, comunque avevano anche una mulattiera che passava per Ponte Nossa e costeggiava il fiume Serio, ma non era frequentata in quanto vi erano frequenti furti, che attualmente viene ricalcata dalla attuale strada provinciale. Dal 1529 al 1530 Rovetta e S.Lorenzo vengono flagellate dalla peste, nella zona vennero costruiti i lazzaretti (ospedali per malattie infettive contagiose), uno a Salecchia e uno nel Lò. Un notaio, Giacomo Cacciamali, scrisse vari testamenti e morì di peste anche lui. I morti di questa epidemia erano seppelliti dove sorge l'attuale cimitero di Rovetta, che era chiamato Croce, perchè in mezzo ad esso vi era un grande Crocifisso in quanto era costituito da una grande fossa coperta da sassi. Questo cimitero è stato terminato nel 1812. Nel 1734, ci fù una grande siccità e presso la casa dei signori Fantoni, venne trovata una sorgente d'acqua che dissetò non solamente gli abitanti di Rovetta ma anche quelli di Fino. La storia di queste due località e degli altri paesi vicini segue le stesse vicende storiche di Bergamo. Nel 1423 venne messo in vendita e venne comperato da una compagnia o società formata da famiglie facoltose di Clusone, Rovetta, Fino; Onore e Cerete. Questa compagnia comperò anche tutto il territorio circostante ed il suo monte, quello
che in pratica è oggi il territorio di S.Lorenzo.  Importante è il nome di questa compagnia, che giunse a chiamarsi Capi Novanta; i documenti dell'attività di questa associazione li troviamo negli archivi delle chiese parrocchiali di questi comuni: Rovetta, Clusone, Onore, Songavazzo, Fino, Cerete. Essa proseguirà le sue attività (che consistevano nell'allevamento del bestiame, nello sfruttamento dei terreni agricoli e in alcune attività artigianali come il taglio e la lavorazione del legno) fino al '700 dopodichè si scioglierà. L'ultimo verbale conservato e del 22 Settembre 1717 redatto da Jacobus Mandelli notaio e riguarda una contestazione di alcuni diritti della corporazione che per le vicende dei tempi cessava le sue funzioni.
Le rovine di questo castello sono situate attualmente dove sorge la chiesa parrochieale di S.Lorenzo, da antichi documenti risulta che aveva la forma di ferro di cavallo, era circondato a Sud da mura poco alte che ci sono ancora in parte e a Nord-Ovest da un fossato. Si possono ancora vedere i resti di questa fortificazione, che era ben protetta da tre lati dalla parete rocciosa che in quel punto scende quasi a picco sul fiume e sulla fronte era difeso da un fossato, che se le circostanze lo richiedevano, veniva colmato d'acqua. Un ponte levatoio permetteva l'entrata e l'uscita delle persone e delle merci, ed in caso di pioggia isolava il castello dagli assalti nemici. A detta di qualche anziano del luogo esisterebbero ancora nelle vicinanze alcuni tratti delle gallerie sotterranee che servivano agli abitanti del castello per comunicare con l'esterno e con eventuali soccorritori in caso di assedio. Dai primi atti della compagnia dei Capi Novanta (primi del '400) risulta che il territorio attorno ad esso era incolto e senza case, c'erano alcune piccole stalle e la montagna era ricoperta di boschi e prati, per cui ne consegue che i primi abitanti furono allevatori di bestiame

 

Il Santuario di Rovetta: San Rocco

S.Rocco viene festeggiato il 16 Agosto (nella nostra chiesa parrocchiale il girono della sua festa viene esposto il gruppo scultoreo ligneo opera giovanile di Andrea Fantoni che lo raffigura per tutto il giorno), è il protettore degli appestati ed il suo nome significa quiete, riposo. Realtà e leggenda si fondono nella vita di questo santo che nasce da famiglia benestante nel quattordicesimo secolo a Montpellier in Francia. Rimasto in gioventù orfano dei genitori, distribuì le sue ricchezze ai poveri e vestitosi da pellegrino ma il suo aspetto fisico nonostante la povertà degli abiti è quello di una persona nobile. Durante il suo viaggio in Italia incontrò varie volte la peste, in Liguria, Toscana, Emilia Romagna. Per nulla impaurito del contagio si dedicò all'assistenza degli appestati. In questo periodo operò molte guarigioni e la sua fama ben presto si diffuse. Giunto a Roma compì il suo dovere di pellegrino. Durante il viaggio di ritorno si fermò a Piacenza dove infuriava la peste, anche qui si dedicò all'assistenza degli ammalati ma si ammalò lui stesso. Per non essere di peso a nessuno si ritirà fuori dalla città dove visse in solitudine in compagnia di un cane randagio che gli portava sempre il cibo. E' per questo motivo che S.Rocco è raffigurato sempre con una gamba piegata accompagnato da un cane. Guarito ritornò in Francia, ma qui nessuno lo riconobbe e venne scambiato per una spia e conseguentemente imprigionato. Visse in prigione per alcuni anni fino al 1327, la tradizione vuole che morisse il 16 Agosto.

Risultato
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Scheda del Comune
numero abitanti al 31.12.2017 4168
superficie 24 Km²
altitudine 660 mt. slm.
festa patronale 01 novembre
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