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ultima modifica: Super amministratore  30/10/2013

Rovetta nel tempo dei Fantoni

Nel dizionario Odeporico o sia Storico-Politico-Naturale della provincia bergamasca, volume II-1820 di Marinoni Da Ponte Giovanni alla voce Rovetta pagg. 58-59 c'è una descrizione fedele dell'ambiente , dell'economia e delle società che era simile con qualche piccola variazione rispetto a quella in cui si trovarono a lavorare i Fantoni. Viene riportata in questo paragrafo in quanto dà un'idea abbastanza precisa e fedele di quella situazione:
"Rovetta, grosso villaggio di Valle Seriana Superiore nel distretto e nella Pretura di Clusone, resta a due miglia circa superiormente di questo capoluogo lunga la strada provinciale che quivi conduce in Valle di Scalve. Siede in pianura, ma ha alle spalle non molto lontane le prime pendici della Presolana, il suo teritorio è fornito di campi a frumento, di prati; di pascoli e di boschi ad alto e basso fusto segnatamente nelle vicinanze di tali montagne. E' popolato di settecento persone, quasi tutte addette alla agricoltura, o alla custodia del gregge e delle mandrie. La sua chiesa prepositurale intitolata a tutti i Santi è di moderna struttura, dipende dalla Pieve di Clusone ed ha degne ha vedersi la pala dell'altare maggiore di G.B.Tiepolo; l'ancona dell'altare di S.Stefano, che comunemente si vorrebbe di Lorenzo Lotto; e quella all'altare della Vergine dello Scapulario, ed all'altare dei morti, che sono di Bortolo litterini.
La chiesa inoltre ha vari lavori a stucco, e dei bassi rilievi, opere pregevoli dei celebri scultori Fantoni, che ebbero quivi i natali, e di cui avventuratamene sussiste la famiglia. Questa conserva quivi uno studio e una copiosa raccolta di pezzi e di modelli atti a comprovare il merito ed il valore dei suoi antenati. Lavoro di essi eccellenti artisti è il Sepolcro di Cristo nell'Oratorio di Disciplina presso la Chiesa stessa, ed ausiliario della Parrocchiale AVVI LUNGO LA STRADA PROVINCIALE, UN ALTRO ORATORIO DEDICATO ALLA VISITAZIONE DI MARIA VERGINE. A qualche soccorso dei suoi poverelli vi è una congregazione di carità. Rovetta è lontana da Bergamo 23 miglia e di estimo censuario ha scudi 37.355 I. 5. 5. I. c 191 possidenti estimati."

 

Fantoni
Cenni storici sui Fantoni intagliatori, scultori, architetti.

La famiglia Fantoni ha dimorato continuamente in via Andrea Fantoni dal secolo XIV° e forse da prima ad oggi ed ivi ha pure svolto la sua attività artigianale ed artistica nota dal 1450 al 1817. Nel secolo 14° si hanno le prime notizie scritte di Fantonus, De Fantonibus, nel 17° secolo in Fantonis e nel 18° secolo in Fantoni. La pronuncia dialettale locale è Fantù. Al cognome nel medioevo si accompagnava spesso un soprannome personale o di famiglia o di gruppi di famiglia. Se ne contano una ventina tutti datati e fra questi il soprannome Berdegnaga, è l'unico rimasto in uso sino al secolo 18°. L'albero genealogico, per quanto noto, inizia con un Pagano, probabilmente nato intorno al 1270 e prosegue con cinque generazioni dalle quali i capostipiti sono Alberto, Andrea, Zanni, Betino, Giovanni. Non si hanno notizie delle loro attività. Seguono altre otto generazioni con inizio da Betulino, nato intorno al 1385 seguito dai capostipiti Tonoli, Zenino, Giovanni, Grazioso, Donato chiamato Magistro, Adriano, Donato. La tradizione attribuisce a Bertulino come "intaiador" e "faber lignaminis" le formelle lignee del fonte battesimale di Rovetta. Nel secolo 16° si hanno notizie di Giacomo, Giovanni e Venturino Fantoni scultori in marmo a Venezia in mezzo ad altri Rovettesi colà emigrati abitanti in contrada S.Barnaba, fra i quali anche un Andrea orefice e suo fratello Rosciano. Dai Fantoni di Rovetta si stacca un ramo della Val Camonica poco noto e, nel 1416, il ramo di Salò del Garda ove il Dottore Gerolamo il 4 Febbraio 1576 fonda la "Commissaria Fantoni" che distribuisce borse agli studenti universitari poveri dei comuni della Riviera di Salò, opera di beneficenza, questa, tutt'ora efficiente ed intorno al 1450 si stacca il Ramo stabilito a Bedizzole (Brescia). Al secondo gruppo di otto generazioni segue un gruppo così composto:

  • Grazioso senior 1630-1693
  • Donato 1662-1724 e fratelli, fra i quali Andrea, rimasto celibe 1659-1734, giudicato il migliore dei Fantoni
  • Grazioso junior 1713-1793 e cugini
  • Donato Andrea 1764-1817 e cugini

 

gruppo che ha lavorato continuamente ed intensamente per tutto l'arco di tempo dal 1650 ca. al 1817, quindi ha lavorato negli stili: barocco, settecentesco, rococò e neoclassico. Si ha notizia che parallelamente a questo gruppo di generazioni, nei secoli 17° e 18°, un Pietro ed un Carlo Fantoni, lombardi, hanno lavorato a L'Aquila e a Sulmona in qualità di architetti e progettisti o capimastri. Si hanno notizie di scultori Fantoni anche nella Liguria ed a Salò del Garda.

Tutte le opere fantoniane sia di soggetto sacro che profano, sia di legno che di marmo o di avorio, e sono migliaia distribuite in preponderanza nelle chiese e nelle case della Bergamasca e della Bresciana e presenti in parecchi musei, quali: museo Tadini di Lovere,museo S.Andrea di Clusone, accademia Carrara di Bergamo, museo Poldi Pezzoli di Milano, nel museo di Modena, nella Cà d'Oro a Venezia, nei musei vaticani, in Russia, forse all'Hermitage di SanPietroburgo, sono uscite dalla casa Fantoni in continuità negli anni dal 1650 ca. al 1817 e sono opere del sopraccitato gruppo di generazioni. A Donato Andrea epigone in arte della famiglia, segue il figlio Luigi (1789-1876) che fu avvocato, bibliofilo, raccoglitore d'arte, scrittore, stampatore, tipico "Clericus Vagans" del suo tempo, spirito aperto, originale ed indipendente; non per nulla nacque il giorno della presa della Bastiglia e fu per più volte e per parecchio tempo in giro per l'Europa. Per suo interessamento furono raccolti ancora numerosi disegni, fra i quali il Quarenghi, e fra i libri l'autografo dell'opera di S.Tommaso d'Aquino "Summae Contra Gentiles" e autografi di Severino Boezio, ora nella biblioteca vaticana. Luigi si distinse come stampatore in quanto installò in casa Fantoni una tipografia nella quale stampò nel 1820 una Divina Commedia da un codice inedito della Biblioteca Nazionale di Parigi ed altre opere scientifiche e varie e fra queste nel 1859 una "Memoria sopra gli spettacoli, i giochi, i divertimenti" che concorse al premio dell'I:R: Istituto lombardo di Scienze, Lettere ed Arti, istituito il 10 maggio 1854. In questo opuscolo Luigi Fantoni nel 1859, trentatré anni prima del francese Pierre de Coubertin, lanciò e sostenne l'idea di "..rifare le gare atletiche come al tempo dei greci..", cioè le moderne Olimpiadi. La casa Fantoni a Rovetta, in felice posizione fin'ora ricca di verde pur con tutte le trasformazioni e le sovrapposizioni apportate nei secoli in dipendenza dello sviluppo dell'attività artigianale ed artistica è rimasta strettamente legata ed intimamente connessa alla sede abitativa della famiglia raggiungendo una posizione preminente nell'ambito degli insediamenti paesani circostanti.

 

Il museo Fantoni

Nella casa Fantoni si conservano da secoli pergamene, libri e registri antichi, corrispondenza, memorie, contratti, disegni, bozzetti e modelli di legno e di creta nonché semilavorati ed alcune opere di legno o di marmo ed i ritratti ad olio degli antenati. Particolarmente interessanti i bozzetti ai modelli di creta o di legno perché modelli di prima ispirazione per l'esecuzione di opere e molto assortiti come tipologia dall'elemento decorativo, al particolare architettonico, alla statuaria.

La Fondazione Fantonum de Rascarolo.

La fondazione è un ente giuridico di diritto privato che ha per scopo educativo-culturale in campo artistico di conservare nella casa Fantoni in Rovetta le collezioni di interesse artistico, architettonico e storico assegnate dal fondatore per renderle sempre più note ed accesi bili agli studiosi ed al pubblico, e di accrescere tali collezioni mediante i redditi dei beni donati dal fondatore, nonché con i mezzi derivati dai lasciti, donazioni ed elargizioni da parte di enti e privati. La Fondazione è stata istituita dal dott. Giuseppe Fantoni il 14 Novembre 1968 quale ultimo capostipite primogenito della famiglia.

Arturo Tosi

Originario di Busto Arsizio, natovi nel 1871, divenne bergamasco di adozione sposando la contessa Beatrice Alborghetti di Bergamo. Fu allora che cominciò a conoscere la nostra terra. A Rovetta acquistò una vecchia casa con giardino in Via Fantoni; l'ingresso, con i calchi e i disegni che ornavano le pareti in penombra, era il saluto che dava la casa del pittore al visitatore. Oltre alla galleria si profilava un piccolo giardino con siepi ed aiuole, avente per sfondo i monti Falecchio e Pizzo Formico che compongono le sue ispirazioni. Questo ambiente ha influito sull'animo dell'artista, la cui pittura immediata, fresca e semplice non ha riferimenti con nessuno. D'atra parte egli non ebbe mai propensione per le teorie artistiche che frapponevano schemi fra la sua sensibilità e il mondo naturale dei suoi quadri. L'unica volta che scrisse sulla pittura fu nel 1931 per la quadriennale di Roma. Lo fece per affermare che dipingeva per "cercare un aderenza più intima al sentimento agreste della natura e al suo amore per la terra". Inizialmente si accostò alla pittura del Ranzoni dalle luci soffuse e malinconiche. Poi, incrociando le idee di Fornara, Cavalli e Monticelli, Tosi usò una pittura tumulosa, a pennellate grasse, con un'irruenza che non si riscontra in quel periodo, cioè fra il 1895 e il 1905 in altri pittori italiani. In un certo senso potremmo dire che fu questa la sua polemica contro la pittura troppo fedele al vero, che finiva col tarpare le emozioni e la fantasia. Negli anni in cui esplose il Futurismo, Tosi dipinse pochissimo, mentre disegnò molto a pastello. Attraversata la scarna traccia del lapis e del carboncino, Tosi giunge poi a disciplinare quella sua foga, a ripulire il suo colore, a capire che la luce è anche trasparenza e non solo fulgore. Il lavoro che egli fece con i colori dei suoi paesaggi montani e marini tra cui scorci di Rovetta e del Lago d'Iseo, contribuì a renderlo uno dei maggiori e più sinceri artisti lombardi di cui l'Italia può vantarsi.

 

Breve Bibliografia per chi volesse documentarsi ulteriormente su Rovetta e i Fantoni 

Risultato
  • 3
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Scheda del Comune
numero abitanti al 31.12.2017 4168
superficie 24 Km²
altitudine 660 mt. slm.
festa patronale 01 novembre
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